Questa settimana Dario Amodei ha chiesto di rallentare l'intelligenza artificiale. Altman e Musk gli hanno dato ragione. Il dibattito è tutto sulla sicurezza. Ma il rischio che ci arriverà addosso per primo non ha la forma di un attacco. Ha la forma di un bilancio pubblico.

Circa metà del gettito fiscale italiano poggia sul lavoro. Se il lavoro si contrae, non collassa lo stipendio: collassa ciò che quello stipendio finanzia. Sanità, previdenza, scuola.

Ci ho ragionato a lungo, partendo da un'idea che mi sembrava solida. La macchina non può assumersi responsabilità: non ha patrimonio aggredibile né libertà da perdere. Non può firmare. Quindi leghiamo il reddito non al lavoro eseguito, ma alla responsabilità assunta sulla macchina che lo esegue. L'umanoide produce cinque volte, e quel surplus paga tutti: lavoratore, impresa, Stato.

Poi l'ho messa alla prova e sono dovuto tornare indietro su due punti.

Primo: un uomo non sorveglierà un umanoide. Ne sorveglierà venti, poi duecento. È il senso stesso dell'automazione.

Secondo, più duro: il surplus non resta nell'impresa. Se automatizza anche il mio concorrente, la concorrenza trasferisce il guadagno di produttività al prezzo finale, non al margine. È successo con la meccanizzazione agricola, col tessile, con la logistica. Il surplus esiste per chi arriva primo, e per pochi anni.

Da qui la correzione, che credo sia il punto vero: serve un meccanismo diverso per ciascuna delle due fasi.

Fase 1 — la finestra

Il surplus c'è ancora. Non si distribuisce: si capitalizza. Logica norvegese, il petrolio non finanziava la spesa corrente ma alimentava il fondo. Lo strumento che regge alla delocalizzazione è il conferimento azionario in luogo del prelievo, il piano Meidner, Svezia 1976: l'impresa emette quote al fondo invece di pagare un'imposta. Non tocca il flusso di cassa, quindi non spinge nessuno ad andarsene.

Fase 2 — il regime

I margini sono azzerati, il flusso non è più tassabile. Ma lo stock di capitale è posseduto. Si eroga solo il rendimento reale, mai il capitale.

Un'ultima cosa, che si dice poco

Immaginiamo che funzioni: reddito garantito, tempo libero, un mondo più sereno. La letteratura sul benessere dice il contrario. Chi perde il lavoro ma mantiene l'entrata resta comunque molto più infelice. E il tempo liberato, in media, non va allo sport o alla lettura: va agli schermi.

Quindi un fondo che si limita a erogare non basta. Deve finanziare strutture di partecipazione, cura, formazione, presidio territoriale, che restituiscano posizione sociale e ritmo alla giornata. Ed è lì che la responsabilità torna centrale. Non come espediente per giustificare uno stipendio, ma come risposta al bisogno di essere necessari. Quello, l'umanoide non lo produce.

La finestra per capitalizzare si apre adesso e si chiude da sola. Chi decide dopo, decide a cassa vuota.

Voi come la vedete?

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